Il turnover è un problema che da sempre affligge molti hotel ma con la pandemia questo aspetto si è acutizzato.

Per servire al meglio i propri clienti, gli albergatori investono molto tempo e risorse nel cercare, assumere e formare persone, che a poco a poco diventano parte integrante dell’hotel.

E poi, a un certo punto, arriva il momento critico. Il collaboratore decide di andarsene di punto in bianco, senza che qualcuno si sia accorto di nulla.

Questa perdita non solo lascia spiazzati ma getta nel panico tutti quanti perché bloccherà rallenterà diversi processi aziendali, indispensabili per il funzionamento di uno o più reparti.

Inizia quindi un periodo difficile, poiché nell’emergenza ci si dovrà giostrare per ridurre le perdite economiche (e di reputazione) che verrebbero generate.

Insomma, le settimane a venire saranno più dure del previsto. D’altronde è risaputo che trovare il giusto candidato è come cercare un ago in un pagliaio.

Bisogna ricominciare daccapo perché probabilmente le vecchie candidature per quel ruolo ormai non sono più disponibili o non vanno bene. Poi occorrerà armarsi di pazienza e attendere perché anche se ne salta fuori uno, bisogna farlo ingranare nei processi a cui lo si assegna, rallentando il lavoro degli altri.

Solo dopo tutta questa odissea, si potrà chiudere con un sospiro questo capitolo e smettere di preoccuparsi di questo “problema”.

Eppure si potrebbe evitare di vivere tutto questo stress quando (almeno per alcuni reparti) ci sarebbe una soluzione in grado di aiutare sia a ridurre le probabilità che certe risorse diano le dimissioni, sia a ridurre l’impatto negativo sui processi che si avrebbe nel momento in cui questo dovesse accadere.

Di cosa parlo? Ovviamente dell’automazione di alcuni processi aziendali cioè di quelle attività che sono routinarie e richiedono soltanto gli occhi e le mani di un operatore ma non del suo cervello nè del suo cuore.

Fornendo i collaboratori di sistemi avanzati il turnover diminuirà perché uno dei motivi che portano le persone ad andarsene è proprio l’insoddisfazione che provano in ciò che fanno (quale gioia può dare quello di copiare i dati anagrafici dell’ospiti sul PMS o emettere una chiave elettronica?).

E la principale causa di insoddisfazione dei dipendenti consiste nel dover svolgere attività manuali di basso valore.

Attraverso l’implementazione di automazioni, li si potrà assegnare a ruoli più interessanti, che porteranno sia maggiori benefici all’impresa che una maggior soddisfazione ai dipendenti.

Se ad esempio l’hotel dispone di tecnologie self-service per il check-in, gli addetti alla reception non saranno vincolati al bancone ma potranno muoversi liberamente all’interno dell’immobile, rispondendo puntualmente alla richiesta di ogni cliente.

Un accoglienza più calorosa che appaga tutti e la rende molto più dinamica che stare arroccati dietro un bancone!

Il principale vantaggio della tecnologia è che velocizza tutti i processi nell’hotel. Una piattaforma Operation Management digitalizza tutte le attività quotidiane di pulizia, sanificazione e manutenzione delle camere, diminuendo i costi e ottimizzando la gestione del reparto.

Facilitare il lavoro ai collaboratori riduce la probabilità di abbandono del posto di lavoro.

Tra l’altro, pur col team di professionisti più forte nessuno è immune da errori. Una cantina 4.0 ad esempio calcola automaticamente le bottiglie vendute e scalate dal magazzino, i riordini più convenienti, offre grafici e statistiche di vendita, in modo da monitorare costantemente l’attività. 

Meno errori, meno tensioni (e lettere di richiamo) spesso fonti di “burn out” che spingono i collaboratori ad andarsene.

Se difficilmente un imprenditore alberghiero può fare qualcosa contro pandemia e bollette energetiche impazzite, può senz’altro agire sui propri processi e sul proprio staff. E con coraggio prendere atto che lasciare le cose come stanno non porterà nulla di buono.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.