Da qualche tempo si sente parlare di Web3 come della prossima versione del web che rivoluzionerà Internet a 360 gradi.

Il termine Web3 rappresenta il futuro che cambierà con molta probabilità i connotati di app e siti Internet.

Il numero 3 ovviamente è l’evoluzione delle precedenti “versioni” del web dove la numero 1 rappresenta la prima degli anni 90, caratterizzata da pagine scritte e progettate da webmaster che venivano lette e viste da naviganti.

La versione n. 2 invece è l’attuale versione, caratterizzata da piattaforme dove gli utenti sono anche creatori di contenuti, come blog, social network e marketplace o e-commerce.

Il Web3 sarà un web decentralizzato, nel quale i contenuti e i servizi presenti non risiederanno su server né su piattaforme di proprietà di singole aziende, ma distribuiti in modo omogeneo sull’intera rete, attraverso l’uso della stessa tecnologia blockchain sulla quale si basano anche le criptovalute.

Si tratta di un concetto in contrapposizione con il modello di questo momento, nel quale i contenuti prodotti dagli utenti sono sotto il controllo di multinazionali come Facebook, TikTok, YouTube, Amazon, etc.

A oggi non è ancora chiaro quali saranno le applicazioni pratiche più gettonate di questi concetti. Allo stato attuale, NFT e criptovalute sono i primi esempi delle potenzialità dell’utilizzo delle tecnologie blockchain al servizio della decentralizzazione, ma entrambi hanno dimostrato di saper sortire effetti ben poco equi. 

I vantaggi più notevoli di criptovalute come opzione di pagamento in albergo sono il livello aggiuntivo di sicurezza digitale che hanno le criptovalute. 

Nonostante la costante fluttuazione del valore delle criptovalute potrebbe effettivamente essere in grado di semplificare i pagamenti, rendendo più conveniente per gli ospiti effettuare acquisti aggiungendo un ulteriore livello di protezione contro le frodi.

I token non fungibili, o NFT, rappresentano la proprietà di oggetti da collezione digitali unici come l’arte digitale. Negli ultimi due anni, gli NFT sono diventati molto popolari e il loro valore dipende spesso dalla loro rarità. 

Ma gli NFT sono più che semplici opere d’arte da visualizzare, possono anche essere esperienze VR o persino fungere da biglietti per accedere a promozioni esclusive o programmi fedeltà.

Alcuni esempi di NFT nel mondo horeca 2021:

  • Marriott ha rilasciato tre NFT; i partecipanti al loro FaZe Forever hanno potuto partecipare per vincere una delle tre esperienze di realtà virtuale NFT e punti premio
  • nella ristorazione PizzaDAO ha chiesto a 300 artisti di realizzare delle “rare pizzas” in formato NFT. Queste pizze non si possono mangiare perché sono pezzi di arte generativa. Nel giro di due mesi, le rare pizzas di PizzaDAO hanno generato un valore totale di oltre un milione e mezzo di dollari.

Il metaverso del quale parla ultimamente Mark Zuckerberg è una delle realtà che stando al fondatore di Facebook potrebbe crescere secondo i dettami del Web3 – con contenuti di proprietà degli utenti e libertà di movimento da un ambiente all’altro.

Microsoft nel frattempo ha annunciato la propria interpretazione della realtà mista con Mesh, una piattaforma di comunicazione e collaborazione che consentirebbe ai membri del team di vivere un’esperienza virtuale condivisa. 

Sappiamo che la realtà virtuale non è, e potrebbe non essere mai, un sostituto del viaggio fisico. Piuttosto, ci sono molte interessanti opportunità che la realtà virtuale offre per migliorare l’esperienza degli ospiti durante il soggiorno in hotel, resort o casinò. 

Alcuni hotel ad esempio hanno messo a disposizione degli ospiti i giochi VR, VR offre più applicazioni oltre ai semplici giochi. L’aggiunta di shopping immersivo virtuale, gioco d’azzardo, persino concerti e conferenze, potrebbe essere un modo per gli hotel di offrire esperienze uniche che non richiedono bel tempo o molto spazio.

Altri durante la pandemia hanno utilizzato questa applicazione per mostrare la loro proprietà, le camere e le strutture agli ospiti prima di prenotare.
“Il metaverso potrebbe aiutare a rompere i ‘muri’ tra umani e macchine”, afferma Linchi Kwok , professore associato presso il Collins College of Hospitality Management. Kwok suggerisce che gli avatar VR potrebbero aiutare a umanizzare i servizi più “robotici” che un hotel ha da offrire. I servizi automatizzati, se forniti da avatar, potrebbero aggiungere un tocco personale. 

Oltre a ciò, l’utilizzo di avatar basati sull’intelligenza artificiale potrebbe supportare ulteriormente il settore dell’ospitalità durante i periodi di carenza di personale, automatizzando le attività per bilanciare il carico di lavoro di un team snello.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.