Sembra strano ma è proprio così, la stagione fieristica nell’Ho.Re.Ca. non era ancora partita a causa del Covid che fino a qualche mese fa aveva fatto saltare tutti i programmi.

Oggi lunedì 21 marzo ad aprire le porte (in presenza) sarà Hospitality-Il salone dell’accoglienza che è arrivata alla sua 46a edizione.

Con 38.000 mq di superfice espositiva, 450 espositori rappresentativi di tutto il comparto e più di 100 eventi formativi in 4 giorni, il salone si presenta come una delle manifestazioni leader a livello nazionale con l’ambizione di attrarre un numero sempre maggiore di professionisti internazionali.

Hospitality è un hub sia di incontro sia di confronto: alla proposta espositiva infatti si aggiungono gli appuntamenti con la formazione e le iniziative esperienziali.

Grazie a numerosi testimonial, ospiti e innovatori del settore dell’accoglienza sarà possibile approfondire temi di attualità dal food al beverage, dal design a – ovviamente – alla tecnologia

E proprio nell’ambito digitale ci sarà un evento formativo di oltre 7 ore – Onspitality – durante il quale si parlerà di un ruolo determinante per il futuro, quello dell’Hospitality Digital Manager.

Durante l’incontro verrà esposta una panoramica su questa nuova figura, verrà spiegata qual è la sua funzione e quale la sua importanza strategica.

D’altronde l’innovazione ha spinto l’acceleratore negli ultimi anni e l’ecosistema tecnologico-digitale è diventato ogni anno più complesso: pretendere di gestire un simile contesto con figure professionali inquadrate decenni fa in effetti è una riflessione che tutto il comparto dovrebbe fare.

Ed è proprio di futuro si parlerà in tanti interventi previsti dal fittissimo programma, perché dopo due anni di pandemia e una guerra a pochi km i cui effetti sono già devastanti, non possiamo più continuare a guardarci indietro e a sperare che tutto torni come prima.

Dobbiamo invece gettare le basi per una nuova formula di ospitalità che sappia reintrepretare da una una parte le nuove esigenze dei consumatori e dall’altra permetta alle imprese di operare nel rispetto di obiettivi sostenibili (intesi nella loro significato più ampio economico ed ecologico).

Per poter creare questa formula è necessario che tutti i componenti della filiera partecipino attivamente al cambio di mentalità nella loro vita quotidiana. Abbracciando il cambiamento non saranno poi necessari interventi straordinari perché i risultati diventerebbero subito evidenti.

Un piccolo sforzo collettivo per un grande risultato.

E per aprire la mente la prima cosa da fare è uscire dalla propria comfort zone e iniziare a frequentare le fiere, scoprire nuovi trend, confrontarsi con colleghi e fornitori, ascoltare interventi.

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